TÍTULO
BOMBA: Il consigliere CGIE Antonio Iachini fra accuse di corruzione, fuga dalla giusƟzia e uso
indebito dei loghi isƟtuzionali — il MAECI deve intervenire subito
SOTTOTITOLO
Denuncia esplosiva di Antonio Calvino: Iachini avrebbe sfruƩato la propria carica per trarre
profiƩo e oggi risulta da mesi assente e, secondo il denunciante, “prófugo” dalle inchieste
venezuelane. Si chiede l’apertura immediata di un’indagine amministraƟva e penale.
CORPO DEL COMUNICATO
Caracas — La comunità italiana in Venezuela è soƩo choc per le gravissime accuse mosse
contro il consigliere CGIE e membro del Com.It.Es. di Caracas, Antonio Iachini. In una
denuncia pubblica e documentata, il ciƩadino Antonio Calvino accusa Iachini di aver
sfruƩato la sua posizione isƟtuzionale per promuovere evenƟ a pagamento usando i loghi
del CGIE e del Com.It.Es. Caracas, senza mai rendicontare i provenƟ. Le parole del
denunciante sono neƩe: «Si traƩa di un uso indegno e truffaldino delle nostre isƟtuzioni».
Ma le accuse non finiscono qui. Calvino pone in rilievo elemenƟ ancora più inquietanƟ:
Iachini, secondo quanto denunciato, sarebbe collegato a gravi inchieste finanziarie in
Venezuela (legate al cripto–affare e a reƟ bancarie implicate in presunƟ furƟ alla nazione) e
— faƩo ancora più grave — risulterebbe assente dalla circoscrizione per quasi un anno, in
una condizione che il denunciante definisce inequivocabilmente da “prófugo”. È lecito
chiedersi: come può un rappresentante eleƩo conƟnuare a ricoprire cariche pubbliche
mentre pende su di lui il sospeƩo di reaƟ così gravi?
Un documento firmato dallo stesso Iachini svela l’arroganza isƟtuzionale
A rendere la vicenda ancora più sconcertante è la “Denuncia di illegiƫmità”, una leƩera
ufficiale firmata dallo stesso Antonio Iachini e indirizzata alle autorità italiane — tra cui il
Console Generale Jacopo MarƟno — nella quale il consigliere, con toni autoritari e privi di
fondamento giuridico, arriva a chiedere la dissoluzione del Com.It.Es. di Caracas.
Una richiesta che, secondo esperƟ di diriƩo amministraƟvo e secondo quanto evidenziano
gli stessi membri del Com.It.Es., viola apertamente la Legge n. 286 del 23 oƩobre 2003 e il
D.P.R. 395/2003, che regolano in modo tassaƟvo i soli casi di scioglimento o decadenza di
un Comitato.
L’iniziaƟva di Iachini appare dunque come un aƩo di arroganza isƟtuzionale e di palese
disprezzo delle regole democraƟche, poiché pretende di azzerare un organo eleƩo
liberamente dai ciƩadini italiani all’estero solo per evitare la propria rimozione per assenza
prolungata.
Un gesto definito dagli osservatori “poliƟcamente suicida e giuridicamente assurdo”.
Le domande da cui le isƟtuzioni non possono soƩrarsi:
- Per quale moƟvo Iachini non ha mai fornito alla comunità e al Com.It.Es. una
rendicontazione ufficiale dei provenƟ degli evenƟ promossi con i loghi isƟtuzionali? - Perché il consigliere è sparito dalla circoscrizione per mesi senza spiegazioni credibili e
senza essere rimosso dall’incarico? - È vero che Iachini è collegato, direƩamente o indireƩamente, alla rete di cui hanno parlato
in Venezuela le indagini su Bancamiga e PDVSA–Cripto? Se no, che lo dimostri; se sì, perché
nessuna autorità italiana ha avviato verifiche formali?
Le ombre dell’ex Console Nicola OcchipinƟ
La denuncia solleva inoltre ombre su vicende consulari pregresse: il nome dell’ex Console
Nicola OcchipinƟ viene ora associato, nelle pieghe della vicenda, a irregolarità gesƟonali e a
un richiamo a Roma dopo un caso di passaporƟ rilasciaƟ in modo controverso. Anche questo
episodio, se confermato, geƩa un’ulteriore macchia sulla gesƟone consolare e rende
doveroso un controllo approfondito.
Richiesta pubblica e immediata:
Il denunciante chiede che il MAECI (Direzione per gli Italiani all’Estero e gli uffici competenƟ),
l’Ambasciata d’Italia a Caracas e il Consolato Generale rendano conto pubblicamente e
avviino senza indugio:
- Una verifica amministraƟva e contabile sui provenƟ degli evenƟ pubblicizzaƟ
con i loghi isƟtuzionali. - Un accertamento urgente sullo stato legale di Antonio Iachini in Venezuela e
sulle eventuali misure cautelari a suo carico. - Se necessario, l’apertura di una procedura disciplinare e la sospensione
cautelare dalle sue funzioni in Italia fino a chiarimento delle accuse.
«Non è acceƩabile che chi rappresenta la nostra comunità usi il Ɵtolo per arricchirsi o per
coprire azioni sospeƩe — afferma Antonio Calvino —. Se lo Stato italiano non interviene ora,
la perdita di fiducia sarà irreparabile».
CONSEGUENZE PER LA COLLETTIVITÀ
Se le accuse fossero confermate, non si traƩerebbe solo di una macchia personale
sull’immagine di un singolo rappresentante: sarebbe un aƩacco direƩo alla credibilità delle
isƟtuzioni che tutelano gli italiani all’estero. Per questo moƟvo la reazione isƟtuzionale non
può essere Ɵepida né tardiva.
INVITO ALLA STAMPA E ALLE AUTORITÀ
Chiediamo ai giornali italiani e alle isƟtuzioni competenƟ di chiedere copia degli aƫ,
interrogare i responsabili e portare la quesƟone all’aƩenzione del Ministero per oƩenere
risposte trasparenƟ e vincolanƟ.
AVVERTENZA LEGALE
La presente nota riporta le accuse e i documenƟ depositaƟ ufficialmente dal sig. Antonio
Calvino e cita aƫ pubblici firmaƟ dallo stesso Antonio Iachini. Le affermazioni gravi riportate
sono aƩribuite alle fonƟ documentali e non cosƟtuiscono una dichiarazione di responsabilità
penale già accertata in sede giudiziaria. La pubblicazione ha lo scopo di sollecitare
accertamenƟ e verifiche da parte delle autorità competenƟ.