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Una storia vera

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Articolo di Ugo Di Martino, Direttore di La Nuova Piazza Italia On Line
L’ingegnere Antonio Iachini, già Consigliere del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero
(CGIE) per il Venezuela, è stato recentemente nominato esperto in materia di emigrazione
presso lo stesso organismo a Roma — una circostanza che, alla luce dei fatti, solleva serie
e legittime perplessità.
Nell’ambito di tale incarico, ha ritenuto opportuno scrivere al nuovo consigliere del CGIE,
avvocato Vincenzo Di Martino, chiedendo la consegna della fondazione venezuelana
denominata “Fundación Hospital Italiano de Venezuela”, costituita il 22 gennaio 2020, alla
rappresentanza dei tre Comites del Venezuela. Una richiesta che appare priva di
fondamento giuridico e istituzionale, oltre che incomprensibile sotto il profilo normativo.
È opportuno ricordare che il primo Consiglio di Amministrazione della fondazione è stato
nominato il 25 aprile 2020, sotto la presidenza del dott. Nello Collevecchio, e che il signor
Antonio Iachini ricopriva il ruolo di tesoriere principale. In tale veste, egli ha dichiarato di aver
ricevuto donazioni per un totale di circa 80.000 dollari: 20.000 per conto di Banca Amica,
10.000 per conto di una società dello stesso gruppo e 50.000 per conto della società
“YAMARO”, della quale risulta essere socio al 50%.
È altresì noto che, a distanza di circa due anni, la stessa società “YAMARO” avrebbe
richiesto la restituzione dei fondi, in quanto la fondazione li utilizzava a favore degli italiani
bisognosi in Venezuela — circostanza che, evidentemente, non risultava gradita. Resta
tuttavia il fatto che non risulta essere stata fornita documentazione adeguata e trasparente
sulla provenienza e gestione di tali fondi, come richiesto dalle normative di compliance che
regolano le fondazioni.
Nel mese di ottobre 2021, il primo Consiglio di Amministrazione ha rassegnato le dimissioni
per motivi noti alla comunità italiana e alle autorità competenti. In data 26 ottobre 2021 è
stato quindi nominato un nuovo Consiglio di Amministrazione, presieduto dall’avvocato
Vincenzo Di Martino.
Il sottoscritto, già Presidente del COMITES, già Consigliere del Consiglio di Presidenza del
CGIE e cittadino italiano, ritiene che il signor Antonio Iachini non dimostri adeguata
conoscenza delle funzioni istituzionali né delle competenze richieste per il ruolo che oggi
dichiara di ricoprire.
Va inoltre ribadito che la fondazione è regolata dalla legge venezuelana e che, per statuto, il
Console Generale d’Italia ne è Presidente onorario, mentre l’Ambasciata d’Italia ne sostiene
e patrocina le attività, come avviene per le iniziative rivolte agli italiani all’estero.
È utile ricordare che i Comites sono organi di rappresentanza delle comunità italiane
all’estero nei rapporti con le autorità consolari e operano nell’ambito di funzioni ben definite
dalla legge (), mentre il CGIE svolge un ruolo consultivo e di raccordo con il Governo e il
Parlamento sulle tematiche dell’emigrazione (). Alla luce di ciò, appare ancora più
incomprensibile ogni tentativo di interferenza impropria tra ambiti distinti.

Alla luce di quanto sopra, si chiede con fermezza:

  1. Al Signor Ambasciatore: di chiarire pubblicamente alla comunità italiana quali siano
    le effettive funzioni dei COMITES, secondo la normativa vigente;
  2. Di precisare con chiarezza il ruolo del CGIE e dei suoi Consiglieri, evitando
    interpretazioni arbitrarie;
  3. Ai componenti del Comites di Caracas: di inserire con urgenza all’ordine del giorno la
    questione relativa alla “Fundación Hospital Italiano de Venezuela”, affinché siano resi
    pubblici, in modo trasparente e documentato, tutti i fatti sin dalla costituzione del
    primo Consiglio di Amministrazione, comprese:
    – le motivazioni delle dimissioni del primo CdA;
    – l’origine, la gestione e la destinazione delle donazioni ricevute;
    – il numero dei soci sostenitori;
    – le eventuali posizioni debitorie, incluse le fatture insolute nei confronti del
    Consolato per circa 38.000 USD.
    Solo attraverso una completa trasparenza sarà possibile ristabilire chiarezza, rispetto delle
    regole e fiducia all’interno della comunità italiana in Venezuela.
    Successivamente, sarà necessario procedere con un’analisi approfondita anche del
    secondo e del terzo Consiglio di Amministrazione, nel pieno rispetto delle leggi e dei
    regolamenti venezuelani.

UGO DI MARTINO

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